Non si è ancora ben capito perché un "intellettuale", ex di sinistra (voltagabbana?pagnottaro?), vicino al nostro Silvio, e che si professa laico e per nulla cattolico (tant'è che recentemente ha dichiarato di non aver mai seguito una lezione di catechismo, né di aver preso la comunione), e che pare abbia avuto esperienze dirette con amiche-compagne che drammaticamente hanno scelto di non portare a termine una gravidanza, abbia infine stabilito che nel nostro Paese andasse ristabilito un certo ordine cattolico. Non si è ancora capito quale sia il fine ultimo: abolire la 194? rivederla? rompere i coglioni?
Piccolo inciso: ma se si comincia dalla moratoria contro l'aborto, si arriverà anche a quella contro il divorzio? Se così fosse i nostri politici dovrebbero rivedere un attimino i propri status familiari.
Mi piacerebbe ricordare al nostro Giuliano Ferrara, che forse talvolta è troppo pieno delle sue parole per ascoltare quelle sagge della sua collega Ritanna, che impedire ad una donna di scegliere cosa fare per il proprio bene significa sminuire il suo ruolo a quello di mero contenitore umano. Significa regredire ad uno stato di abbrutimento e di maschilismo tale in cui l'individuo femminile viene privato anche del suo naturale desiderio di maternità. Rivedendo e impedendo ad una donna della scelta di abortire, di interrompere una gravidanza, non voluta, temuta, difficile, a rischio...non importa come, significa privare la donna di desiderare la legittima e naturale procreazione.
E non è vero che questo ci viene imposto dalla religione, dal buon senso o non so da cos'altro.
Il buon senso, quello laico dello Stato, dovrebbe essere portato a pensare al meglio per i propri cittadini, dimenticandosi delle appartenenze religiose, dei desideri sessuali, delle tendenze individuali dei singoli membri del parlamento e dei singoli individui, dovrebbe pensare al bene della collettività, del suo insieme.
Per quanto riguarda l'aborto non credo che ci siano molte persone a favore di tale pratica, ma è necessaria, perché concede la libertà di scelta che non può essere privata ad una donna e ad un qualsiasi altro cittadino dello Stato, come affermato anche dalla nostra Costituzione.
L'aborto è un dramma, ma le donne devono poter essere libere di scegliere, pensando al loro proprio bene prima di tutto.
E poi, è ridicola questa storia di voler salvare la vita (?) ad un neonato (?) di 21 settimane, magari abortito, anche contro il volere dei genitori (ma chi poi si dovrà prendere cura di quell'esserino? Giuliano Ferrara o il medico che ha fatto di tutto, a spese nostre e privando attenzioni e strumentazioni pubbliche ad un altro neonato che magari possiede molte più speranze di sopravvivenza?) quando persino nella religione islamica viene previsto che il neonato che nasce vivo ma non vitale non acquisisce la capacità di agire.
E ancora, la tanto temuta e odiata religione islamica appare molto più lungimirante della nostra occidentalissima cattolica: l'aborto può avvenire ed è lecito e legittimo, entro i primi 120 giorni dal concepimento (a seconda delle scuole giuridiche questo limite può essere anche di 40 o 80, ma deve essere applicato al caso specifico), quando l'anima non si è ancora infusa nel feto; ma anche dopo, quando l'anima è già stata infusa, è legittimo l'aborto se vi sono motivi di salute per la donna, poiché secondo la maggior parte dei giuristi la vita della madre ha più valore rispetto a quella del feto, in quanto forma di vita già sviluppata ed eventualmente ancora nuovamente fonte di vita.
E tutto questo veniva discusso e ammesso e legittimato già dalla fine del VII secolo dopo Cristo, non l'altro ieri.
Può essere sufficiente per capire quanto sia ridicola e fuori luogo una battaglia come quella che sta portando avanti Giuliano Ferrara? Una battaglia che ha come scopo quello di privare le donne delle proprie libertà individuali (ricordate la Dichiarazione del 1948?), quello di privare le donne dalla libera scelta di divenire madre, anche quando vi sono rischi per la propria salute e per quella del neonato (un'altra domanda: ma chi poi si dovrebbe prendere cura di un neonato che viene al mondo con malformazioni e handicap gravi, molto gravi che andranno a gravare sui genitori e sui fratelli? Giuliano Ferrara? I medici obiettori di coscienza? Chi aiuterà le famiglie a vivere una vita decente e perché poi deve essere imposto ad un neonato, che di certo non sceglie di nascere, una vita senza la speranza di essere vissuta normalmente?).
Nessuno di noi è a favore dell'aborto, ma si è a favore della libertà di scegliere per il nostro proprio bene, senza che qualcun'altro al di fuori di noi prenda decisioni per noi stessi, decisioni che vanno a modificare la nostra vita, non quella di chi ha preso la decisione per noi.
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