giovedì 23 luglio 2009

Io NON sono un SANTO

Lui non è un santo. E meno male! Dopo essere stato unto dal Signore (quale?) ed inviato in qualità di Messia per la salvezza del mondo italico, ammette sconfitto ma non troppo rammaricato che ANCHE lui commette errori o meglio è un birbantello e non è di certo un santo.
Uh, che birbante! "Non ospito solo veline a casa mia, ma anche capi di Stato e di governo". Noi ce lo ricordiamo bene e sappiamo anche molto meglio cosa combina il nostro birbante nella sua residenza estiva (una modesta e nascosta villetta sulla costa sarda) con i suoi amici capi di Stato o di governo. Come dimenticare le prodezze "sessuali" rese pubbliche dell'amico Topolanek?!
Come scordare i festini, i musici, le cantanti, le veline danzanti, le ballerine di flamenco...?
Che vergogna. Che vergogna. Che vergogna.
Non è un comune cittadino, lo sottolinea spesso per distinguirsi dalla massa che adora solo se adorante, altrimenti rifiuta, rigetta, rifugge. E' un capo di governo, eletto da un voto popolare, e non può comportarsi come i suoi istinti più vergognosi vorrebbero.
Ha il voto del popolo, del suo popolo, ma del popolo. E deve rispettare l'incarico che gli è stato concesso, con dignità, con etica, con la morale (per carità non cattolica!), con rispetto verso le istitutizioni che rappresenta, verso i cittadini che rappresenta, verso il Paese tutto che rappresenta.
E invece no.
Lui si comporta come se tutto questo fosse naturale, normale, semplice, ovvio, perfino giusto.
Non sta violando alcuna legge (ne siamo proprio certi?!?!), sta a casa sua e fa quello che gli pare. Pure giocare a freccette con l'immagine del papa se vuole.
La sua etica, la sua morale (che però lui professa cristiana e cattolica...) sono quelle del menefreghismo, dell'incontinenza verbale e fisica, dell'assolutismo di potere ovunque e comunque in qualsiasi luogo in qualsiasi situazione.
Bene.
Un paese alla deriva ha bisogno di essere affondato del tutto. Già zimbello dell'Europa, dell'Asia, degli Stati Uniti, del mondo. Sia per i comportamenti dei nostri connazionali all'estero, sia per oscuri e disgustosi pregiudizi (che di certo il nostro non cerca assolutamente di sfatare) sia per lui, il portavoce, il rappresentante di tutti noi. E forse allora ci rappresenta bene, siamo una sottospecie di bestie caciarone, scomposte, dedite ai loschi affari, ai raggiri, al menfreghismo, al vittimismo, all'egoismo, al "è tutto mio e faccio quello che voglio", alla mancanza di rispetto verso gli altri (e per se stessi), al raggiro ad ogni costo, all'esagerazione, all'arroganza (degli imbecilli e degli ignoranti), all'esaltazione senza limiti, alle urla e al disordine ...
Perfetto.
Allora se siamo veramente così ci meritiamo tutto questo e ci meriteremmo ancora di più.
Io però, spero, mi auguro e sono convinta che NON siamo tutti così, che esistono ancora italiani con una morale, con un'etica, che credono nel rispetto degli altri, che non amano le esagerazioni, le urla, i disordini, i soprusi e le ingiuste prevaricazioni degli imbecilli.
Probabilmente c'è ancora una speranza per tutti noi, ebbene tiriamola fuori.
Già ho detto altrove che nella dottrina classica islamica (Santillana docet, per carità le fonti) il khalifa, il califfo, il capo del governo/dello Stato, quando sale al potere conclude un accordo, un contratto con il suo popolo. Do ut des. Il contratto prevede che qualora lui commetta atti che vadano contro la Legge, la morale, l'etica nazionale e il buon gusto, possa essere deposto dal suo stesso popolo, perché il suo comportamento ha provocato un danno per tutti, per il suo popolo, per la nazione che rappresenta. Non è la rivoluzione, fate bene attenzione, è la democrazia, cioè il potere del popolo.
Se esistesse ancora l'onestà (che si è persa, svanita per sempre) nelle persone (sottolinerei nella maggior parte degli italiani), negli uomini di potere, il nostro abbasserebbe il capo e si dimetterebbe, perché sarebbe chiamato a farlo da tutti, dal Parlamento, dalle istituzioni, dalle persone, da se stesso.
Ma così non è o perlomeno non lo è ancora...
La speranza, si dice che sia l'ultima a morire...

martedì 21 luglio 2009

Alemanno e i turisti, Roma una città per molti ma non per tutti

Notizia di oggi: i turisti, giapponesi in prima fila, stanno abbandonando la Capitale.
Roma Caput mundi è diventata la città dei truffatori. Cioè quei famosi ristoratori che dichiarano al fisco di vivere praticamente giusto un pelino al di sopra della soglia della povertà, in realtà almeno della città eterna, sanno bene come raccogliere il gruzzoletto da nascondere sotto il mattone: il turista. Figura emblematica e mitica, lo si immagina in bermuda, improponibili scarpe quasi da trekking (perché camminare per Roma è peggio che scalare il Cervino), cappellino in testa, cartina in una mano, guida nell'altra. Macchina fotografica al collo, penosi e spauriti cercano di attraversare sulle strisce pedonali semi cancellate del centro (quasi ovunque, ne ho visti alcuni anche stamattina andando a lavoro). Nessuno si ferma e allora loro (alcuni perlomeno), affrontano l'automobilista romano, incazzato - perché è mattina e devono andare in ufficio, incazzato perché c'è sempre traffico, incazzato perché "ma guarda quello stronzo che mi ha appena tagliato la strada", incazzato sempre - che si trova spiazzato dalla mossa ardita del pazzo turista rompiballe che proprio con questo caldo deve venire a Roma?!
Insomma, il turista dai cittadini romani non è proprio mai ben visto (un po' come al concertone del 1° maggio, il 90% dei presenti non è romano, perché il concertone di san giovanni è solo una seccatura), perché fa casino, crea le code, le file, si ferma in mezzo alla strada e non va né avanti né indietro né a destra né a sinistra, si blocca perplesso mentre quelli dietro a lui sbraitano furibondi. Al cittadino che non è commerciante del centro o ristoratore del centro, il turista è solo un fastidio, ma ma ma per il ristoratore, il barista e il commerciante del centro il turista è... un POLLO DA SPENNARE!!!!
Ebbene sì, il commerciante di via della vite o di qualsiasi altra strada, stradina, vicolo, piazza, piazzetta del centro vede arrivare stormi di polli con le alette da sgranocchiare, il portafoglio da succhiare. Carta di credito? Ma, per carità (talvolta fingono anche di non accettarla), solo contanti. Così non devo emettere lo scontrino o la fattura e intasco tutto senza dirlo a nessuno. Se mi striscio la carta, poi devo anche dichiararlo!
Il conto? Su di un pezzo di carta straccia. Lo scontrino?? Mah, se proprio insistete.
Il cappuccino? Dalle mie parti costa 0,80 o al massimo 0,90€ (in piedi al bancone e con latte fresco delle nostre mucche), in via della Conciliazione può superare anche 1,50€ (in piedi al bancone, servito con vera malagrazia tipica del barista romano scazzato, e con latte UHT, perché abbiamo mucche noi?!), sotto la bandiera bianca e gialla del papa.
Evviva il papa, evviva la città, evviva il turista straniero!
I poveri giapponesi che si sono visti rifilare il conto dopo una cena a "Il Passetto" di 700€ di certo, la sera stessa han fatto la valigia e sono fuggiti all'aeroporto, dove però il tassista (o tassinaro che dir si voglia) invece di applicare la tariffa, fissa e obbligatoria, ha deciso di fare un po' di testa propria rifilando un conto da 100€!
Beh, perché mai scandalizzarsi? Anch'io tremo al pensiero di dover prendere un taxi per l'aeroporto, e lo faccio solo in situazioni disperate. Pensate che una sera, tornando da un viaggio allucinante, con ore e ore di ritardo causa bufera di neve in partenza, atterro alle 3 del mattino a fiumicino. Taxi? Zero. Treno? Zero. Autobus? Zero. Un intero aereo in coda ai taxi. Dopo mezz'ora salgo in macchina, lo condivido con altro passeggero, fino a casa mia (10 minuti di macchina) 50 €, il mio compagno di viaggio fino al centro altre 70€. Evviva i tassisti romani!
E l'onestà dei nostri concittadini.

Carisp e Delta II

Ho letto i vostri commenti e comprendo le vostre preoccupazioni, in particolare quella del dipendente dell'agenzia.
Le informazioni che ho riportato sono solo quelle che ho trovato scritto sui quotidiani, nazionali e sanmarinesi, niente di più. Riflessioni e pensieri.
Devo ammettere che oggi non so neppure io cosa pensare. Ieri ho letto che ci sono 3 gruppi bancari interessati all'acquisto, ma saranno veri?? Oppure è tutta una montatura per far sembrare legittima un'acquisizione anche quando non lo è. Intesa San Paolo è uno squalo con le bocca spalancata, si vuole riprendere la sua antica rete?? Le banche estere, una francese e una inglese, che si dice siano interessate probabilmente non esistono... o sì??
Mah, certo è che se vendessero ad una banca estera farebbero rosicare un bel po' di verdesche di questo mare. Faccio il tifo per gli stranieri, ma poi San Marino è così ben disposta a mollare il suo osso??
Non so, non ho la palla di vetro.
Caro dipendente di agenzia, incrocia le dita, perché per quello che posso immaginare la rete delle agenzie delle finanziarie è quello che fa più gola a tutti. Una rete così capillare e ben inserita sul territorio è la cosa che vale di più in questo mondo di finanziarie. Per cui, tranquillo non ci devi stare (nessuno lo è al mondo), però non ti angustiare più di tanto che credo che a breve ci sarà una svolta, una decisione. O comunque siete voi agenzie il valore aggiunto di una società finanziaria, perché senza di voi come farebbe a campare? come farebbe a vendere i suoi prodotti sul mercato? Anche se siete sempre voi agenzie il tallone di Achille di una società finanziaria. L'uno è necessario all'altro.

lunedì 6 luglio 2009

La vicenda del Gruppo Delta e della Cassa di Risparmio di San Marino sembra oramai superata. Sporadicamente qualche giornale dedica colonnine e articoletti con notiziole collaterali. Stefano Elli del Sole 24 ore ha modificato i suoi interessi e addirittura San Marino notizie non aggiorna più tanto spesso lo "Speciale Carisp" sulla sua prima pagina. Report si è pulito la coscienza con due servizi speciali spettacolari. Scandalo sotto il sole, il Re è Nero, San Marino covo di riciclatori e Gruppo Delta braccio armato della Nera Carisp.
Un piccolo riquadro qualche settimana fa sul Venerdì di Repubblica (che si è occupata della vicenda solo nel momento di gran clamore, con i cinque arresti e le perquisizioni nelle banche, negli studi, nelle case...) dava voce "finalmente" agli uomini della lotta, delle maniche di camicia tirate su fino ai gomiti, i sindacalisti (peraltro smentiti clamorosamente con comunicati stampa e soprattutto dai fatti reali): 900 famiglie rischiano il posto di lavoro. 900 dipendenti del Gruppo Delta (ma un tempo non erano 800?? Non si mettono d'accordo nemmeno sul numero) potrebbero non passare il Natale in pace con tutta la famiglia davanti all'albero addobbato. In realtà questa prospettiva non dovrebbe avverarsi perché "Madre Bankitalia" ha inviato il gruppo di amministratori (badate l'amministrazione controllata non è dovuta a problematiche relative al patrimonio e alla solidità finanziaria dell'azienda) che salverà il Gruppo da quegli avvoltoi, riciclatori con l'accento emiliano di San Marino.
Ora, la questione, a parte gli scherzi sembra essere seria. Si aprono differenti scenari. Io non ho mai creduto ai complotti (al contrario del Berluska che li adora e li vede un po' ovunque), ma forse in questa vicenda dovrò ricredermi.
Premettendo che i 900 o 800 dipendenti del Gruppo Delta non perderanno il posto, ma che, con buona pace della Gabbanelli che non se ne minimamente interessata perché non fa troppo audience, i sei poveri "stronzi" che lavoravano per Patalano (il padre padrone che fino a ieri offriva cene ai suoi dipendenti sudditi per farsi perdonare qualche marachella di troppo e per sentirsi adorato, un po' su imitazione del presidente o del piccoletto francese), prestati in outsurcing per una cifra da capogiro (cui i poveri "stronzi" ovviamente non avevano accesso, perché a loro spettavano solo briciole, ma nemmeno poi tanto quelle) al Gruppo Delta e che svolgevano da anni la funzione di internal auditing, o meglio Erano la funzione internal auditing del Gruppo, sono stati allegramente e senza giri di parole messi alla porta, senza nemmeno la stretta di mano finale. Ed ora, quei sei sono tornati a casa da mamma' a fare i bamboccioni, tanto temuti dal Padoa Schioppa.
Bene, affrontiamo le questioni spinose e "reali" del problema.
Si aprono differenti scenari. Dalle carte in possesso, non solo mio, ma un po' di tutti e soprattutto della procura (per carità non parliamo del povero martire Di Vizio, già sbeffeggiato alla grande dalla Cassazione per il sequestro del furgone portavalori qualche mese fa), si capisce che in ballo non c'è il riciclaggio o l'abusiva attività bancaria in Italia, ma ci sono dei poteri forti che si fanno la guerra. Ma chi la scamperà? Chi raggiungerà il trono?
Gruppo Delta è il braccio di San Marino in Italia, questo diceva la Gabbanelli. Su quali basi si fondava la sua affermazione? Perché la partecipazione azionaria della Cassa nel Gruppo superava quella del 30% prevista e concordata con Bankitalia. Perfetto, come? La Cassa ne deteneva il 29% e spicci direttamente e un'altra manciata grazie ad Onda, uno degli azionisti del Gruppo della quale la Cassa possiede anche qui una quota inferiore al 30%. Perfetto, e allora? Dov'è l'illecito palese e penale? Non c'è. Semmai la problematica è di Bankitalia, che è la sola a risolvere la questione, non ovviamente passando per un procuratore, ma con la sua azione di controllo e di vigilanza che svolge severamente.
Ottimo. Continuiamo. A San Marino si ricicla. Ci vuole un applauso per questa affermazione? No, ci vogliono prove concrete. Come si fa a stabilire quale operazione derivi dal riciclaggio e quale no? C'è la legge 231/2007 che ci aiuta, ma ahimé non è tutto. E poi, San Marino non fa parte della Comunità europea e non ha recepito queste norme. Perfetto. Ma se io che sono un banale cittadino italiano o francese o tedesco od olandese o non so e voglio aprire un conto a San Marino, posso farlo? Certamente e sono un riciclatore mafioso? Non necessariamente. Fantastico. Ma la Cassa riciclava denaro tramite Delta. C'era pure un dischetto con la scannerizzazione degli assegni. Ma che prova eccellente! Report ci ha mostrato l'attenta attività dei nostri finanzieri vicini alla frontiera con San Marino (il Re Nero, buuuuuhhhh!! Fa più paura così?!), che fermano e perquisiscono le macchinone di quei riciclatori, evasori fiscali nonché mafiosi che trafugano valuta a San Marino. Ebbene, se io me ne vado a San Marino con denaro contante superiore ai 12.500 euro (mi sbaglio? forse non sono precisa), per denaro contante si intendono anche assegni circolari, e non li dichiaro a Forlì probabilmente sto esportando illecitamente valuta, ma se me ne vo a versare nel mio conto assegni a me intestati, beh, quelli sono affarucci miei. Se dovessi comunque non rispettare la legge, di certo non finirei in manette ma con una bella ammenda pecuniaria da pagare allo Stato italiano. Per cui, la Cassa scannerizza gli assegni... ma è normale routine e soprattutto è normale che una banca porti all'incasso assegni. O non è così?
Mentre la Cassa e Delta si coordinano per i loro sporchi traffici (beh, sapete Delta prende la sua liquidità dal mercato interbancario, come tutte le banche del mondo, e una gran parte viene fornita dalla Cassa! Sacrilegio, soprattutto se quella raccolta dall'interbancario viene fatta a tassi di mercato e con regolare contratto), la seconda con la sua misera banchetta e le sue società di credito al consumo scalano la classifica nazionale. E si piazzano benone. Cominciano forse a dar fastidio a qualcuno di importante? Le voci di questi ultimi giorni parlano di un futuro e ravvicinato acquisto del Gruppo da parte di Neos. Che per caso la Neos è concorrente delle finanziarie Carifin e Plusvalore? Che per caso molti degli agenti Carifin e Plusvalore erano un tempo Neos e hanno abbandonato il primo amore per la novità? Sembrerebbe di sì.
Metto un altro sassolino nell'orecchio... Stanotte probabilmente sono un po' confusionaria, ma le idee, le informazioni, le intuizioni sono tante.
Mentre, quindi, Delta scala la classifica delle società finanziarie italiane, posizionandosi al 12° posto, se non addirittura all'8° per finanziamenti erogati e rete territoriale, qualcuno si innervosisce e lavora a modo suo perché questa "piccoletta" del settore, questa "straniera" con la puzza sotto il naso sanmarinese si renda conto di dove si trovi e di chi abbia davanti (e soprattutto con chi abbia a che fare).
Guido Rossi, il grande risolutore (vicino alla sinistra? vicino alla destra? vicino alla pappa?) dei misteri finanziari italiani, si muove nell'ombra, imboccato dagli amici Magnoni (?!) della Sopaf (azionista di minoranza di Delta, con cui è in causa), e si fa largo tra le procure aspettando che qualche pm gli dia retta abboccando al suo piano.
Di Vizio accetta la "sfida".
Sopaf è il bene, Delta e Cassa sono il male da sconfiggere.
Ma perché Sopaf la vuole far pagare a tutti i costi a Delta e alla Cassa? E chi ci sta dietro la Sopaf? Direte voi, i fratelli Magnoni. E poi? I dati son leggibili sul sito della Sopaf group. Ma c'è il pelato del Milan, proprio lui, Galliani! (e la Deloitte come società di revisione che...)
Beh, allora combattono ad armi (im)pari da un lato la Sopaf con Guidone Rossi e Galliani (lui solo?) e dall'altro Delta, Cassa e San Marino.
Scontro istituzionale?
Ci potete credere e perché? Perché qui, sotto sotto, è entrato in gioco anche Tremonti (per carità mai citato finora apertamente) che si sa, non ama il buon Draghi e di certo non vedrebbe di buon occhio una sua possibile ascesa al governo in qualità di tecnico al posto dell'amico benefattore Berluska. E poi, da quanto tempo è che Tremonti non vede l'ora di sfidare a duello il bel Draghi? Le spade sono affilate da tempo e il guanto è stato gettato sul tavolo e allora perché non approfittare proprio di questo affaire per cercare di rimuovere l'integerrimo e fastidioso governatore o perlomeno screditare il suo istituto, i suoi dirigenti e la sua condotta? (qualcuno ancora rimpiange Fazio, ma vedrete bene che non è sparito, ben presto forse lo ritroveremo sul trono del torrione più alto del Vaticano, quello con l'antenna parabolica e con i forzieri più oscuri di Italia e non solo)
Allora ricapitoliamo.
Varie ipotesi.
1. Rossi & co spalleggiati da Tremonti nel sottobosco (neo belzebù... mah!) cercano di smuovere le H2o per far zompare San Marino e la Bankitalia, dimostrare la sua incompetenza quale ente deputato al controllo e alla vigilanza e spodestare Draghi dalla sua poltrona (che mai e poi mai dovrà diventare presidente tecnico). Dimenticavo Sopaf è inferocita con Delta perché questa tramite Onda (e cioè Estuari, azionista di maggioranza, e Cassa, azionista di minoranza) l'ha denunciata perché non ha voluto partecipare all'autofinanziamento deciso nel 2008 (2007?) e che ha visto parteciparvi pertanto solo gli altri azionisti (che han fatto fuori così il banco popolare). Ah, per autofinanziarsi Onda ha chiesto un prestito (messo sotto accusa) alla Cassa, a tassi di mercato e con regolare contratto, che prevedeva a garanzia gli stessi titoli Delta esautorati della capacità di voto. Finanziamento integralmente rimborsato alla Cassa, senza favori (con i soldi non si scherza e a San Marino lo sanno bene: qui per colpa di qualcuno non si fa credito più a nessuno!).
2. Alcune società finanziarie (con annesse banche) non sono troppo contente nel vedere la piccoletta, sine nobilitate, scalare la classifica e... i guadagni ed i clienti. Loro tutte, le grandi, che si consociano, che si fanno acquistare dai grossi gruppi per non morire di fame e vedere i loro guadagni lievitare (così come i tassi per i clienti finanziati) e quella invece, sola soletta con lo straniero alle spalle che si fa strada da sola e pure da poco tempo! Ma guarda te la sfacciataggine del libero mercato. E allora? Sotto, alla carica. Ma come si fa?
E qui il dubbio diventa più grave e più brutto, ed io spero talmente pazzesco da non essere vero. Ma non è che Bankitalia, con il suo intervento, sia stata mossa da interessi non super partes? Non è che abbia agito per agevolare qualcuno (vedi Neos che come un avvoltoio affamato vola sul corpo di Delta) e cercare di chiudere fuori la scomoda San Marino, creando così più che uno scandalo finanziario un conflitto istituzionale e internazionale tra Italia e Repubblica Sanmarinese?
Ora l'ho detto, ma sono solo fantasie notturne.
Probabilmente ci sarebbe molto altro da dire, ma ora i pensieri sono diventati sempre più confusi come le idee. Appena torneranno in ordine li metterò giù.
Per ora... sembra quasi un film, anche se ahimé è la realtà e questo paese diventa ogni giorno più marcio.