Forse non aveva completamente torto Ibn Arabi quando affermava che la l'individuo è necessario alla divinità e viceversa, perché senza il primo anche l'Altro non avrebbe senso.
Se non vi è l'uomo a glorificare Dio, Dio non esisterebbe, meglio non sarebbe glorificato e forse nessuno avrebbe fede nella sua esistenza. Individuo e divinità sono entità indissolubili e imprenscindibili l'uno dall'Altro?
Tutto sommato l'uomo potrebbe vivere "felice" anche senza dover credere in una potenza superiore e divina. L'abbiamo già sperimentato nel corso della nostra storia di esseri umani.
L'uomo senza Dio non cambia.. difetterebbe solo per la Gratia, ma questa è un concetto squisitamente cristiano... e per dirlo con le "parole" di san Tommaso, l'individuo possiede già in sé, in quanto individuo, la Natura. La Gratia è solo un "dono" ulteriore di Dio. I rapporti civili e sociali, non si fondano sulla Gratia, bensì sulla Natura dell'uomo. Siamo tutti animali sociali e non credo sia corretto che la religione cristiana si sia appropriata del concetto di civiltà, di tolleranza, di solidarietà, di aiuto reciproco. Tutti questi "buoni sentimenti" non ci vengono dall'insegnamento del Cristo, ma dal nostro semplice essere uomini. Io uomo, da solo, non vivrei a lungo, ma ho bisogno di te per vivere. Reciprocità, umana, non cristiana, non religiosa.
Se lo imparassero anche gli Stati (noi no, non siamo nemmeno riusciti a tagliare la testa al Re!!!)...
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