Il mio professore quando l'ha visto appoggiato vicino alla mia borsa qualche settimana fa mi ha subito apostrofato con toni leggeri ma piuttosto sarcastici, quasi preoccupato dalla mia lettura. Ma perché fa parte di quella categoria di persone per cui esistono certezze e convinzioni immutabili e immobili che ottundano la mente e che distorcono e vietano la scoperta del nuovo e del diverso da esse. Perché comprare (nel mio caso, farsi regalare) un libro la cui copertina mostra in primo piano una oscura immagine di un quasi santo, padre Pio, pallido, con il saio e le stigmate bene in vista? Perché ovviamente non è sufficiente fermarsi alla copertina, forse dall'immagine appositamente poco attraente o provocatoria, ma è necessario (come in tutte le cose del mondo) andare un po' più avanti e affondare il proprio naso nella lettura. Anche se sarebbe sufficiente leggere il nome dell'autore. Uno storico. UUUUHHH!!! Uno storico, dunque quella che si ha davanti non è un'agiografia, bensì un testo di storia che partendo dalla vicenda personale di tale padre Pio, illustra, disegna, illumina, chiarisce e soprattutto insegna cosa sia successo nell'Italia che va dalla grande guerra alla fine del 1968.
Forse esagero, ma io certe vicende, certi retroscena, certe ombre sugli avvenimenti soprattutto del ventennio fascista non li conoscevo, né avevo mai letto qualcosa a proposito di padre Pio, se non le immaginette sacre che tappezzano spesso negozi, case e ambulatori di mezza Italia (e forse più). Di questo culto, per me forse più pagano che cristiano, non avevo mai letto un testo storico o altro che potesse farmi conoscere, non tutta la verità, ma sicuramente un pezzo di storia che forse anche altri ancora non immaginano (e magari credono ciecamente alla forza guaritrice di quel alter Christus garganico)..
Anche in casa mia, non sulla mi scrivania, esiste una raffigurazione di questo quasi santo, in un cilindro la cui funzione dovrebbe essere quella di porta penne. Il mio compagno di casa lo osserva tutte le volte che lavora al computer. Ma non credo sinceramente che sappia molte cose sulle vicende del p. Pio. Retaggi familiari e popolari... speriamo.
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