Un piccolo riquadro qualche settimana fa sul Venerdì di Repubblica (che si è occupata della vicenda solo nel momento di gran clamore, con i cinque arresti e le perquisizioni nelle banche, negli studi, nelle case...) dava voce "finalmente" agli uomini della lotta, delle maniche di camicia tirate su fino ai gomiti, i sindacalisti (peraltro smentiti clamorosamente con comunicati stampa e soprattutto dai fatti reali): 900 famiglie rischiano il posto di lavoro. 900 dipendenti del Gruppo Delta (ma un tempo non erano 800?? Non si mettono d'accordo nemmeno sul numero) potrebbero non passare il Natale in pace con tutta la famiglia davanti all'albero addobbato. In realtà questa prospettiva non dovrebbe avverarsi perché "Madre Bankitalia" ha inviato il gruppo di amministratori (badate l'amministrazione controllata non è dovuta a problematiche relative al patrimonio e alla solidità finanziaria dell'azienda) che salverà il Gruppo da quegli avvoltoi, riciclatori con l'accento emiliano di San Marino.
Ora, la questione, a parte gli scherzi sembra essere seria. Si aprono differenti scenari. Io non ho mai creduto ai complotti (al contrario del Berluska che li adora e li vede un po' ovunque), ma forse in questa vicenda dovrò ricredermi.
Premettendo che i 900 o 800 dipendenti del Gruppo Delta non perderanno il posto, ma che, con buona pace della Gabbanelli che non se ne minimamente interessata perché non fa troppo audience, i sei poveri "stronzi" che lavoravano per Patalano (il padre padrone che fino a ieri offriva cene ai suoi dipendenti sudditi per farsi perdonare qualche marachella di troppo e per sentirsi adorato, un po' su imitazione del presidente o del piccoletto francese), prestati in outsurcing per una cifra da capogiro (cui i poveri "stronzi" ovviamente non avevano accesso, perché a loro spettavano solo briciole, ma nemmeno poi tanto quelle) al Gruppo Delta e che svolgevano da anni la funzione di internal auditing, o meglio Erano la funzione internal auditing del Gruppo, sono stati allegramente e senza giri di parole messi alla porta, senza nemmeno la stretta di mano finale. Ed ora, quei sei sono tornati a casa da mamma' a fare i bamboccioni, tanto temuti dal Padoa Schioppa.
Bene, affrontiamo le questioni spinose e "reali" del problema.
Si aprono differenti scenari. Dalle carte in possesso, non solo mio, ma un po' di tutti e soprattutto della procura (per carità non parliamo del povero martire Di Vizio, già sbeffeggiato alla grande dalla Cassazione per il sequestro del furgone portavalori qualche mese fa), si capisce che in ballo non c'è il riciclaggio o l'abusiva attività bancaria in Italia, ma ci sono dei poteri forti che si fanno la guerra. Ma chi la scamperà? Chi raggiungerà il trono?
Gruppo Delta è il braccio di San Marino in Italia, questo diceva la Gabbanelli. Su quali basi si fondava la sua affermazione? Perché la partecipazione azionaria della Cassa nel Gruppo superava quella del 30% prevista e concordata con Bankitalia. Perfetto, come? La Cassa ne deteneva il 29% e spicci direttamente e un'altra manciata grazie ad Onda, uno degli azionisti del Gruppo della quale la Cassa possiede anche qui una quota inferiore al 30%. Perfetto, e allora? Dov'è l'illecito palese e penale? Non c'è. Semmai la problematica è di Bankitalia, che è la sola a risolvere la questione, non ovviamente passando per un procuratore, ma con la sua azione di controllo e di vigilanza che svolge severamente.
Ottimo. Continuiamo. A San Marino si ricicla. Ci vuole un applauso per questa affermazione? No, ci vogliono prove concrete. Come si fa a stabilire quale operazione derivi dal riciclaggio e quale no? C'è la legge 231/2007 che ci aiuta, ma ahimé non è tutto. E poi, San Marino non fa parte della Comunità europea e non ha recepito queste norme. Perfetto. Ma se io che sono un banale cittadino italiano o francese o tedesco od olandese o non so e voglio aprire un conto a San Marino, posso farlo? Certamente e sono un riciclatore mafioso? Non necessariamente. Fantastico. Ma la Cassa riciclava denaro tramite Delta. C'era pure un dischetto con la scannerizzazione degli assegni. Ma che prova eccellente! Report ci ha mostrato l'attenta attività dei nostri finanzieri vicini alla frontiera con San Marino (il Re Nero, buuuuuhhhh!! Fa più paura così?!), che fermano e perquisiscono le macchinone di quei riciclatori, evasori fiscali nonché mafiosi che trafugano valuta a San Marino. Ebbene, se io me ne vado a San Marino con denaro contante superiore ai 12.500 euro (mi sbaglio? forse non sono precisa), per denaro contante si intendono anche assegni circolari, e non li dichiaro a Forlì probabilmente sto esportando illecitamente valuta, ma se me ne vo a versare nel mio conto assegni a me intestati, beh, quelli sono affarucci miei. Se dovessi comunque non rispettare la legge, di certo non finirei in manette ma con una bella ammenda pecuniaria da pagare allo Stato italiano. Per cui, la Cassa scannerizza gli assegni... ma è normale routine e soprattutto è normale che una banca porti all'incasso assegni. O non è così?
Mentre la Cassa e Delta si coordinano per i loro sporchi traffici (beh, sapete Delta prende la sua liquidità dal mercato interbancario, come tutte le banche del mondo, e una gran parte viene fornita dalla Cassa! Sacrilegio, soprattutto se quella raccolta dall'interbancario viene fatta a tassi di mercato e con regolare contratto), la seconda con la sua misera banchetta e le sue società di credito al consumo scalano la classifica nazionale. E si piazzano benone. Cominciano forse a dar fastidio a qualcuno di importante? Le voci di questi ultimi giorni parlano di un futuro e ravvicinato acquisto del Gruppo da parte di Neos. Che per caso la Neos è concorrente delle finanziarie Carifin e Plusvalore? Che per caso molti degli agenti Carifin e Plusvalore erano un tempo Neos e hanno abbandonato il primo amore per la novità? Sembrerebbe di sì.
Metto un altro sassolino nell'orecchio... Stanotte probabilmente sono un po' confusionaria, ma le idee, le informazioni, le intuizioni sono tante.
Mentre, quindi, Delta scala la classifica delle società finanziarie italiane, posizionandosi al 12° posto, se non addirittura all'8° per finanziamenti erogati e rete territoriale, qualcuno si innervosisce e lavora a modo suo perché questa "piccoletta" del settore, questa "straniera" con la puzza sotto il naso sanmarinese si renda conto di dove si trovi e di chi abbia davanti (e soprattutto con chi abbia a che fare).
Guido Rossi, il grande risolutore (vicino alla sinistra? vicino alla destra? vicino alla pappa?) dei misteri finanziari italiani, si muove nell'ombra, imboccato dagli amici Magnoni (?!) della Sopaf (azionista di minoranza di Delta, con cui è in causa), e si fa largo tra le procure aspettando che qualche pm gli dia retta abboccando al suo piano.
Di Vizio accetta la "sfida".
Sopaf è il bene, Delta e Cassa sono il male da sconfiggere.
Ma perché Sopaf la vuole far pagare a tutti i costi a Delta e alla Cassa? E chi ci sta dietro la Sopaf? Direte voi, i fratelli Magnoni. E poi? I dati son leggibili sul sito della Sopaf group. Ma c'è il pelato del Milan, proprio lui, Galliani! (e la Deloitte come società di revisione che...)
Beh, allora combattono ad armi (im)pari da un lato la Sopaf con Guidone Rossi e Galliani (lui solo?) e dall'altro Delta, Cassa e San Marino.
Scontro istituzionale?
Ci potete credere e perché? Perché qui, sotto sotto, è entrato in gioco anche Tremonti (per carità mai citato finora apertamente) che si sa, non ama il buon Draghi e di certo non vedrebbe di buon occhio una sua possibile ascesa al governo in qualità di tecnico al posto dell'amico benefattore Berluska. E poi, da quanto tempo è che Tremonti non vede l'ora di sfidare a duello il bel Draghi? Le spade sono affilate da tempo e il guanto è stato gettato sul tavolo e allora perché non approfittare proprio di questo affaire per cercare di rimuovere l'integerrimo e fastidioso governatore o perlomeno screditare il suo istituto, i suoi dirigenti e la sua condotta? (qualcuno ancora rimpiange Fazio, ma vedrete bene che non è sparito, ben presto forse lo ritroveremo sul trono del torrione più alto del Vaticano, quello con l'antenna parabolica e con i forzieri più oscuri di Italia e non solo)
Allora ricapitoliamo.
Varie ipotesi.
1. Rossi & co spalleggiati da Tremonti nel sottobosco (neo belzebù... mah!) cercano di smuovere le H2o per far zompare San Marino e la Bankitalia, dimostrare la sua incompetenza quale ente deputato al controllo e alla vigilanza e spodestare Draghi dalla sua poltrona (che mai e poi mai dovrà diventare presidente tecnico). Dimenticavo Sopaf è inferocita con Delta perché questa tramite Onda (e cioè Estuari, azionista di maggioranza, e Cassa, azionista di minoranza) l'ha denunciata perché non ha voluto partecipare all'autofinanziamento deciso nel 2008 (2007?) e che ha visto parteciparvi pertanto solo gli altri azionisti (che han fatto fuori così il banco popolare). Ah, per autofinanziarsi Onda ha chiesto un prestito (messo sotto accusa) alla Cassa, a tassi di mercato e con regolare contratto, che prevedeva a garanzia gli stessi titoli Delta esautorati della capacità di voto. Finanziamento integralmente rimborsato alla Cassa, senza favori (con i soldi non si scherza e a San Marino lo sanno bene: qui per colpa di qualcuno non si fa credito più a nessuno!).
2. Alcune società finanziarie (con annesse banche) non sono troppo contente nel vedere la piccoletta, sine nobilitate, scalare la classifica e... i guadagni ed i clienti. Loro tutte, le grandi, che si consociano, che si fanno acquistare dai grossi gruppi per non morire di fame e vedere i loro guadagni lievitare (così come i tassi per i clienti finanziati) e quella invece, sola soletta con lo straniero alle spalle che si fa strada da sola e pure da poco tempo! Ma guarda te la sfacciataggine del libero mercato. E allora? Sotto, alla carica. Ma come si fa?
E qui il dubbio diventa più grave e più brutto, ed io spero talmente pazzesco da non essere vero. Ma non è che Bankitalia, con il suo intervento, sia stata mossa da interessi non super partes? Non è che abbia agito per agevolare qualcuno (vedi Neos che come un avvoltoio affamato vola sul corpo di Delta) e cercare di chiudere fuori la scomoda San Marino, creando così più che uno scandalo finanziario un conflitto istituzionale e internazionale tra Italia e Repubblica Sanmarinese?
Ora l'ho detto, ma sono solo fantasie notturne.
Probabilmente ci sarebbe molto altro da dire, ma ora i pensieri sono diventati sempre più confusi come le idee. Appena torneranno in ordine li metterò giù.
Per ora... sembra quasi un film, anche se ahimé è la realtà e questo paese diventa ogni giorno più marcio.
2 commenti:
Quello che dici è assolutamente VERO !!! ma come fai ad essere cosi'ben informata?io sono uno dei 900 dipendenti e quello che tu hai esposto con dovizia di particolari sono venuto a saperlo solo dopo continue ricerche autonome su web(nel gruppo non trapela assolutamente nulla!)In sintesi:non ho mai avuto timore di perdere il posto ma, credimi,qs.situazione di"attesa di un compratore"ci sta lentamente portando ad una agonia commerciale...ovviamente"voluta"per ridurre il ns.valore di gruppo e acquistarlo a prezzi stracciati.Ma ormai ogni dipendente pensa solo a questo:quando e se si concluderà qs.inferno!?!
tienimi aggiornato sul blog se hai novità,grazie
Io non capisco perchè nella faccenda del gruppo delta si parla sempre dei 900 dipendenti e non si fa alcun riferimento a tutti gli agenti con i relativi dipendenti che da questa vicissitudine rischiano anche loro di rimanere senza lavoro o comunque di avere numerose perdite oltre che di dover loro malgrado pensare di ridurre il personale.Secondo me parliamo di atrettante persone che stanno rischiando come i dipendenti anzi con molte meno garanzie.Di sicuro la situazione è insostenibile, fra un po ci sarà il tracollo. Sono un dipendente di un'agenzia de gruppo.
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