mercoledì 12 agosto 2009

Cose serie

Parliamo di cose serie. Gabbie salariali? Se il governo le facesse sarebbe una buona mossa per tutti noi, cadrebbe e il Berluska forse se ne andrebbe in pensione (magari, ma non ci credo). La Ru 486? Volentieri ma diventerei spregevole, sparerei a zero contro i medici e i farmacisti obiettori di coscienza e stasera non ne vale la pena. Le stronzate che sparano quelli della Lega? i telefilm in "lumbard"?? Ma dai, ancora con queste cazzate?!
No, stasera voglio raccontare una cosa (semi)personale. Vorrei scrivere un libro. In realtà il mio secondo libro, perché il primo è pronto. Insomma vorrei scrivere un romanzo, non un saggio come il primo e soprattutto non così noioso e complesso, dotto, intellettuale, intelligente e colto. Un romanzo un po' come il Diario di Bridget Jones (nella quale mi immedesimo spesso, perché dentro ognuno di noi c'è una Bridget Jones pronta ad uscire), allegro, biografico, spiritoso, buffo. Stamattina ho pensato questa cosa: (che ho espresso su fb)"mi sento un po' un misto tra Virginia Woolf, Simone de Beauvoir (Il Secondo Sesso, che meraviglia), Gianna Nannini, Nina Simone (wild is the wind è praticamente il mio motto), Sylvia Plath (fantastica!!!), Frederica Potter (nessuno ha letto la quadrilogia di Antonia S. Byatt?!) in cerca di una sorta di Sartre, più buffone e più impacciato, ma un Sartre, Sartre, tenero, austero, intelligente, prorompente... e perchè no, noioso".
Insomma, stasera parleremo di Amore, anche se quella A maiuscola sembra fuori luogo.
Mi devo liberare e sfogare e cosa meglio di un blog?!
Sono sufficientemente sbronza, Petit Manseng del Casale del Giglio (non è pub, ma è una scoperta ottima), e quindi anche allegra e apparentemente felice, provvisoriamente felice per questa notte, per questa serata, per poche ore ancora.
Ebbene, cosa capitò?
Mi sto innamorando (sono diretta, sparata)? Oddio, non credo, non so, forse, chi può dirlo?
Come nei miei sogni più reconditi forse ho conosciuto qualcuno che potrebbe essere in grado di superare, surclassare e distruggere il mio "Query". Query si è fidanzato con un'altra più grande, non ci vediamo dal 2005 (ma io sono fedele, come i carabinieri, fino alla morte) circa, si è trasferito al nord (rispetto a casa mia) e ha procreato, chiamando sua figlia con lo stesso nome con cui avrei voluto chiamare nostra figlia (una mattina litigammo a lungo sui nomi dei figli, lui voleva quelli dei suoi genitori, io nomi nuovi un po' antichi, Emma, Beatrice, Ippolito, Filippo.. come suo padre). Sua figlia ora ha due anni, come mia nipote. Se ci penso scoppio dal dolore, ma è stato meglio così, la sua felicità è per me la cosa più importante, anche se, lo ammetto, a Natale in un repentino gesto emozionale, gli ho chiesto di tornare da me. Non lo rivorrei indietro. Le cose sono cambiate e lui non è lo stesso, non è la stessa persona di cui mi sono innamorata e a cui sono fedele da anni. Fedele in maniera spirituale, ovviamente. La vita va avanti e in questi anni mi sono comunque innamorata e ho pensato di vivere per sempre con un altro. Ma avevo stravolto il mio essere e non andava bene. Lui mi voleva così com'ero, senza remore e senza rimpianti, senza mistificazioni, senza bugie, senza alcuna finzione, con tutti i miei difetti. Quando ero con lui scrivevo, leggevo, diventavo sempre più colta, ma lui?
Lui ha fatto una figlia con un'altra ed io, oggi, non tornerei assolutamente indietro soprattutto perché ho scoperto che esistono altre persone altrettanto degne, anche se completamente diverse. Con lui fu Amore, Passione, fu Comprensione, Intesa all'istante. Io lo guardavo e senza parole sapevo perfettamente cosa pensasse, cosa credesse. Io iniziavo una frase e lui la concludeva e viceversa. Sempre è stato così. Unione perfetta, potrebbe pensare qualcuno. Ma no, casualità. Era il mio quid. Ma eravamo giovani e le cose cambiano, maturano.
Io maturo accanto al mio gatto, nella mia casa colorata, con il mio coinquilino e la mia vita disordinata, oppressa da libri e dai troppi pensieri, dalle indecisioni e dagli allontanamenti.
Però qualcosa è successo.
Il mio uomo ideale è sempre stato un mancino, con gli occhi chiari e alto almeno quindici centimetri più di me, per poterlo guardare dal basso verso l'altro (1.80 m.).
Ma non tutti i mancini sono perfetti, anzi. Ed è pure difficile incontrarli.
Per la cronaca, un mancino, occhi chiari, un metro e ottanta e passa l'ho conosciuto ma purtroppo non è andata bene, anche se mi piaceva da morire, ma ero stronza, offuscata dall'egoismo e dal terrore di innamorarmi e quindi... ora si trova a due ore e mezzo di aereo da casa mia, un'ora di fuso e una vita lontano da me.
Un altro bicchiere di Petit Manseng.
Una chiamata che non arriva, ma pazienza, è meglio così (lo giuro).
Oddio, le mie Gauloises rosse...
Nella borsa.
Raccontavo, mi sfogavo.
Ho scoperto che esistono uomini compatibili, forse, con il mio carattere, con il mio essere e con il mio pessimo carattere (scorpione).
Quando ho incontrato i suoi occhi e le sue Car shoes (di un colore tremendo) ho sorriso dentro di me. Mi son detta "Ma dai??? Esistono anche esseri simili a me?". Ma forse non è un essere simile a me. Probabilmente il suo sguardo è stata solo gentilezza e le scarpe, pessimo e stravagante gusto e amore per il giallo.
Ma lui, per ora, mi è piaciuto ed io non so assolutamente cosa fare e come comportarmi.
mi escono frasi cattive, acide, inopportune. Penso male e sono diffidente.
E non chiama.
Mammamia, quanto vorrei (forse, non so) che la vita fosse realmente semplice e che il mio cervello si spegnesse di tanto in tanto, o essere semplice e un poco stupida, poco intelligente. Tutto sarebbe più semplice. Ne sono convinta.
Ho rifiutato una cosa a Londra. Mah!
Amare è complesso, soprattutto per chi, come me, riesce ad essere fedele, ad oltranza. Ai propri ideali, ai propri pensieri, alla propria morale, a se stesso e a chi si ama, a chi si vuol bene. Non sono mai riuscita a parlare di amore senza crederci realmente. E' stato uno sbaglio? Probabilmente.
Oggi, vorrei che lui chiamasse e dirgli che mi piacerebbe continuare ad annusarlo per cercare di capire se mi piace sul serio e se, lo stomaco che mi si rivolta ogni volta che vedo una sua foto, sono in grado di sostenere il suo sguardo intenso ogni mattina.

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