domenica 29 novembre 2009

Cattive nuove buone nuove? Carisp Delta e Intesa

Ieri, sabato 28, alcuni quotidiani locali (Corriere di Romagna e il Resto del Carlino) e il Sole24ore hanno dato le loro novelle (pessime) sul caso Cassa di Risparmio San Marino-Gruppo Delta-Intesa San Paolo.
Intesa vuole comprare, l'offerta di acquisto è imminente, ma i 900 dipendenti sono un po' troppi, potrebbero risultare indigesti alla nuova dirigenza. Il problema più grosso però è che l'età media oscilla tra i 30 e i 35 anni e che il 55% di questi sono donne.
Come fare?
I sindacati si sono recati a San Marino per discutere con la Cassa sul futuro dei 900 bancari, Masi e Sibari però hanno confermato la loro intenzione di non lasciare a casa nessuno. I patti per l'acquisto probabilmente erano già stati presi tempo fa, i dipendenti non possono essere licenziati in massa, non devono essere mandati via. In nessuna delle acquisizioni fatte in tutta la storia del sistema bancario italiano si è mai visto un licenziamento massiccio dei dipendenti, perché dovrebbe accadere proprio ora?
Certo, qualcuno se ne andrà, i consigli di amministrazione di tutte le società del gruppo sono stati già sciolti pochi giorni fa, per fare un po' di pulizia della vecchia guardia Estuari. Si sa, il nuovo padrone non ama mettersi in casa uomini di fiducia di quello vecchio. Ma se di "licenziamenti" si tratta, dovrebbe riguardare solo coloro che sono legati o sponsorizzati dalla proprietà Estuari. Gli operativi, la vera forza lavoro del gruppo non dovrebbe subire ridimensionamenti. Se ciò non fosse, sarebbe una follia anche per Intesa.
E poi, ricapitoliamo.
Gli annunci sui giornali lavoro di tutti Italia (ma anche il Sole 24ore di poco tempo fa) da mesi parlano di 1.200/500 nuovi posti di lavoro in Intesa-San Paolo.
Nuovi posti di lavoro, per persone nuove.
E allora i dipendenti del Gruppo Delta?
I dipendenti di Delta sono persone nuove, operative già da tempo, con l'esperienza e le capacità necessarie per continuare il proprio lavoro anche dentro una struttura più ampia come quella di Intesa dopo l'acquisizione di Delta. E poi, non servirà qualcuno che conosca bene la rete e le sue criticità?
Intesa vuole le attività performing; vuole le società finanziarie, vuole la società di factoring, ha necessariamente bisogno di qualcuno che sappia muoversi abilmente all'interno della rete.

La buona notizia è che se si è arrivati di questo sui giornali, l'acquisizione dovrebbe essere imminente. L'accordo con lo Stato Italiano sul segreto bancario è stato concluso, Carisp è d'accordo nel sobbarcarsi tutti i crediti non performing e probabilmente a trattenere con sé la società di recupero crediti (Tarida) e altro.
La conclusione della vicenda pertanto sembra essere imminente. Ma la conclusione dell'inchiesta Varano della magistratura di Forlì a che punto sarà arrivata?
Di Vizio non ci tiene aggiornati, sarà rinchiuso nel suo studio, chino sulle carte?? O non ci starà capendo niente (d'altronde cosa c'era da capire?!)
O meglio, al buon intenditore poche parole e lui si è fatto "abbindolare" dalle chiacchiere di Rossi e dei Magnoni...
Chi di voi ricorda il Magnoni del caso Sindona-Ambrosoli?
Ebbene quello lì, legato al "buon" Sindona, alla mafia, ad Andreotti e compagnia cantante è il padre dei nostri Magnoni ("I fratelli Capone, che siamo noi").
Abbiamo tutti fiducia nella BUONA e VALIDA magistratura italiana.

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